L'amore Somiglia Ad Un Fantasma Nero / Un Orco Che Mangia Ogni Pensiero.
Chino il capo alla colpa, chino la testa mesta.
Chino in attesa delle mani tue a posare cenere.
Ho cicatrici simili a fenditure, ho apposite
marchiature. Venere dissonante, Venere che
sorride d’improvviso nemica, venere di miele
e fica, un cucchiaio di dolore anestetico
d’assenza, martire d’indolenza.
L’acqua poi che culla senza abbraccio , culla
con il sale ed è mare ed è male brucia gli occhi
che perdono il centro, il fuoco vero.
Vento del nord sposta le parole. Vento
bugiardo che vuol dire ma nega per difetto.
S’alzano tornadi, case di pietra pesante mi
cadono addosso ed io sono senza scarpe.
Sono le murature scelte dal tuo sguardo,
sono i cartelli con scritto “vendesi”per
accorciare la terra.
Strappo di mappa che avvicina, carta velina
tenuta ai lembi da due iniziali di legno.
Il pegno era la promessa di apparecchiarmi il
lago ogni notte, la promessa per il regno è la
pazienza chiesta dalle sentinelle all’entrata.
Legami le caviglie ai ceppi del tormento, che io
stia ferma, senza corsa, con il cammino sotto i
piedi e non dove il cuore teme e temendo beve
vetro da bottiglie rotte.
Lingua che sanguina, lingua senza santo,
senza patrono senza perdono.
Antica reliquia, amabile resto, ostia di carne.
Carta di carne che tiene l’alfabeto mio
d’amore in bocca. Tutto ancora da pronunciare.
Strappami le vesti, lasciami ornata di stracci
e lacci. Piagata dal desiderio.
Imparerò la preghiera del pellegrino, come
il sangue diviene vino.
Imparerò cosa si mangia alla tua mensa,
imparerò dove il dolore ha giacenza.
Riconoscerò le avvisaglie, il sentiero d’oro.
Ma tu non lasciarmi al buio.
Fammi toccare il taglio.
E ricorda com’è dolce com’è buona questa
acqua disperata e piegata in un fazzoletto
che non sa farsi rete per questo cuore
funambolo. Il remo del destino
porta a te.
"Eccoci anima mia , arrivati a quel gran
passo che ci rimane per questo al
nuovo atteggiamento." (R)
