L'amore Somiglia Ad Un Fantasma Nero / Un Orco Che Mangia Ogni Pensiero.

E se fosse una questione di maree. Se fosse questo
salire e scendere delle acque, questo avanzare ed
arretrare, lasciare detriti da interpretare, alfabeti da
passare con i polpastrelli tra impronta ed impronta,
in codici genetici sciolti in righe che si avvolgo.
Semicerchi conchiglie grovigli. E se fosse umidità,
una specie di vapore che non si addomestica, una
dissolvenza che entra nel respiro e va all’indietro,
all’indentro, fino ad addensarsi ancora in caverne,
fino a farsi croce di pietra sullo sterno. Se fosse vapore,
patina sul vetro per far scivolare le dita. Scrivi, scrivi
che inizia qui ed ora.
L’osso di seppia, il taglio nostro, il veleno nell’inchiostro.
Codice morse che scorre in vibrazioni.
Perché qualcosa deve essere, qualcosa che si dipana in
fili e si annoda. Tessitura che va a compiersi come
ricamo, sortilegio nella mano, porcellana finissima non
del tutto leggibile.
Ancora.
Riavvolgo il nastro e ti lascio scorrere. Una due tre
volte. Respiro lungo, ecco-(ti dicevo)acqua che sale
e poi scende alla prima sillaba. Resta un bordo, una
incrostazione di desiderio per il tuo anticalcare blu.
Nella vasca tasca tu sei una sirena che manda luce
argento. Argento io, il tuo mercurio, argento nostro
in questo chiostro di notte, in questo alzare preghiere.
Pronuncio me e pronuncio te. Nome proprio, proprio
nome.
Ora ti prego ascolta- se pure ho un cuore già ricucito
passato dall’ago e sono tossica come l’amore…
Ascolta il suono dei campanelli.
