L'amore Somiglia Ad Un Fantasma Nero / Un Orco Che Mangia Ogni Pensiero.
Fino ai miei palmi.
Tu il sasso rosso nel bosco del destino.
Tutto questo sarebbe niente. Senza di te. Elenco della mia personale felicità: ricevute di taxi, un pigiama largo, la mia camicia da te, la sorpresa fatta di profumo in stoffe leggere nella mia borsa, pane miele e fragole. Una mano/piccola bicicletta sulla schiena.
Il caffè in tazze gemelle.

Teste di donna mozzate, teste appese tutte in fila , in bella mostra ,come una giostra come un carosello, di Barbablu l’orpello. Spuntano come occhielli dalla notte, ferme in un grido, la bocca spalancata è il forno del terrore, carcasse di calce e gesso, trofeo dell’insuccesso. L’ago si sbilancia, poche oncie di pianto, il rigo della guancia. Il troppo stroppia e strappa, meglio il poco –così dicono- il guscio vuoto. Meglio il passato remoto, meglio il conto scritto a penna, il ritornello noto. Ed io che ho stomaco d’orco scavo con le mani il tesoro sepolto. Cerco nell’albero la fessura, la sottile fenditura per cadere tra i conigli ritardatari, tra le carte con sbilenchi anniversari. Ho denti di lupo ed occhi grandi, occhi grandissimi e bucati- faccio di te un sol boccone il mattino a colazione. Mangio e mangio, mi travesto, mi nascondo. Portami focacce e vino, vieni da me con il cestino, un’anima di paglia intrecciata, rosso e bianco di tovaglia, profumo di lievito tenuto da stoffe di cotone spesso. Vieni, vieni adesso. Mi spunta lo sguardo dalla coperta, luccica nella penombra, ho due foglioline per occhi e tu la voglia di vedere cosa c’è sotto. Vieni a giocarti, vieni a scambiare le parti. Perché c’è sempre un incantesimo, una giravolta fatta tre volte, una parola antica una piroetta o un sonaglio- per capire l’amore oltre ogni sbaglio. Unguento per il taglio.