Chi sono

Utente: lagocapovolto
“Io parlo all’amore. Lo scortico dall’incrosto / nel sogno e ne faccio musica storta / ne faccio delicato vento che solleva o dondola / e impollina il cuore. Alla scomposta / mente, impollina l’occhio con l’occhio / l’occhio con l’animale e viene il bello / che ci sviva, ci sviva tutti. Di più.” M.Gualtieri

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Links

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visited *loading* times
domenica, 31 agosto 2008

 

Fiamma ossidrica a chiudermi il cuore, saldature,

metallo che sbava ai lati, muratura senza pudore.

Qual è il legno migliore? Quale salva dal dolore?

Tutto finirà in liquore, in spremitura d’ossa, nei

vermi della fossa. Mani giunte, mani sultane, mani

senza richiesta, mani vane. Addormentate in un

sonno viola che parte dalle unghie e dalla bocca,

un colore senza parola che vira al niente nel niente

vuoto della cassa toracica, perno dello sterno mentre

la vite chiude e sigilla questo corpo ora meno d’argilla.

Mani sottili, mani in preghiera, mani senza ringhiera-

senza appigli, senza consolazione- mani devozione,

mani che tengono una corona, mani a fiore nello

stagno del cuore.

Ecco perché scelgo il fuoco e la terra, per non avere

resti né parti, singhiozzi di materia- voglio la

sparizione totale, nessun prigioniero tra le assi,

nessun residuo dietro i massi.

 

Non per altro, non per altro.

Solo per amore io mi salverò.

 

(e sarai tu il nome, dovessi scriverlo cambiando

posizione agli astri ed ai pianeti, dovessi mutare

le carte dei cieli)

postato da: lagocapovolto alle ore 17:19 | link | commenti (5)
categorie: