Chi sono

Utente: lagocapovolto
“Io parlo all’amore. Lo scortico dall’incrosto / nel sogno e ne faccio musica storta / ne faccio delicato vento che solleva o dondola / e impollina il cuore. Alla scomposta / mente, impollina l’occhio con l’occhio / l’occhio con l’animale e viene il bello / che ci sviva, ci sviva tutti. Di più.” M.Gualtieri

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Links

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visited *loading* times
sabato, 29 marzo 2008

R: Dammi l’acqua.

T: Sono io l’acqua.

 

Su una cosa sbagli ed è il peggiore dei tagli. Sai farmi

ferite perfette, teste di fiore sulla pietra fissa del

mio cuore. Io non sono acqua passata. Non sono

trascorsa né avverata. Sono acqua innamorata, ferma

sotto la volta stellata. Sono acqua che non cede, sono

unguento che non lede. Sono pozza ed imbuto, posso

divenire desiderio in ogni minuto. Sono mossa rotta

storta. Sono acqua corta che d’improvviso ti mangia

i piedi – e poi il corpo tutto, mi cadi in bocca come

un frutto. Sono la versione finale dell’accaduto.

Sono acqua senza sale, scalino del tuo inciampare.

Sono le ossa che fan male, della tua anima il

crinale. Sono dolce, acqua dolce. Calce che tiene

unita la memoria. Sono l’inizio delle storia, la trina

incompiuta, la verità taciuta. Il pegno d’amore, il

segno del dolore. Tengo il succo del tuo cuore

nel mio anello, tu sei pietra rosso scuro- carne che

si è fatta gioiello. Graffio la superficie di ogni tuo

specchio. Che niente sia come prima, sono venuta

a portarti la rima. Le parole si sono date alla fuga,

si sono nascoste nei boschi, rintanate nei fossi.

Di te ho mangiato la polpa e so che siamo senza

colpa. L’acqua sta allagando ogni cosa, anche il

tuo vestito da sposa. Tu resti addormentata , punta

dall’ago, sorvegliata dal mio drago. Vuoi davvero

la mia guarigione? Vuoi che conti solo le mie

vertebre? La notte senza la mia veglia è smaltata

come una pentola vuota, è castello senza guardia

lasciato ai nemici. Carta che galleggia e si cancella,

sigillo che non s’apre. Lettera non letta.

Quanto tempo rimane?

 

Non sono acqua passata. Sona acqua un passo

avanti la tua sete.

 trina

 

postato da: lagocapovolto alle ore 18:48 | link | commenti (3)
categorie:
martedì, 11 marzo 2008

senza titolo

Mi accontenterei

d’essere cicatrice sottile

come di un taglio

fatto con la carta

non è molto ciò che voglio

una riga fina -più chiara

sulla tua pelle

come di una penna

poggiata distrattamente

sul foglio

come un segno sovrappensiero

qualcosa senza importanza

ma che resta

rimane

qualcosa che vedi ogni tanto

solo se c’è una certa luce

qualcosa –appena a rilievo

come il filo tirato

di un maglione

qualcosa senza ragione

ma che ti mancherebbe

se sparisse all’indagine

dei tuoi polpastrelli

 

(perché i mandorli sono in fiore

 perchè lontano è solo dolore

 manca quel tempo-ricordi?

 quello dell’amore)

 

postato da: lagocapovolto alle ore 23:52 | link | commenti (3)
categorie: