Metterci la faccia.
Eccomi qui. Scarna e senza scuse. Sono finite le attese, le parole appese.
Il segno organico del tempo, il mio fedele ammattimento. Torno ad essere me.
I capelli a terra, portati via da un colpo di scopa. Il mio volto pronto al
fuoco. La bocca che ha fame di una rosa.
Niente rime. Niente castelli e regine.
Perché il mare fa troppo rumore. Gli amanti dormono ai lati del letto. (solo
sfiorarsi è desiderio di una bellezza che ammala). Perché ti tocco le mani e
so che non tutto è qui. Il cielo sta zitto, piange una stella cadente,
lacrima solitaria sulla faccia della notte.
Tu indovina quale desiderio ho espresso.