Chi sono

Utente: lagocapovolto
“Io parlo all’amore. Lo scortico dall’incrosto / nel sogno e ne faccio musica storta / ne faccio delicato vento che solleva o dondola / e impollina il cuore. Alla scomposta / mente, impollina l’occhio con l’occhio / l’occhio con l’animale e viene il bello / che ci sviva, ci sviva tutti. Di più.” M.Gualtieri

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martedì, 06 febbraio 2007

Come si muove il tempo.

Questa stagione ha il passo lento,

piagato dalla mancanza.

Restano domande perse nel vento,

domande che piegano l’erba esile dei campi.

Come puoi non vedere. Non riconoscere i segni,

non leggere le ceneri dei legni.

Non capire ciò che racconta la sorte,

mandare la regina a morte.

Cade a terra la corona. Una pietra si stacca.

Nelle ossa un’altra tacca per penitenza.

Un rubino nello stagno, una goccia di sangue maligno.

Tutto si fa rosso mentre io affretto il passo.

Come faccio a scappare se tu mi stai dentro gli occhi.

Se tu ti prendi le mie notti. Allora resto sveglia.

Fino a che tu per intero non senta.

L’ombra sul mio cuore. La malattia d’amore.

Intanto.

Alla principessa è caduto il secondo dente.

Con M. ho contato i capelli serpente della medusa.

Con Mat ho diviso un bicchiere di vino e

ventuno candele nella mente. A. è stata lontana.

Volevo dirle- ben tornata. Con il sorriso o senza

incanto. Ben tornata. Io sono qui. Te lo dice la

regina mentre sale alla ghigliottina.

E a te, a te ancora. Si, sono io questa cosa che

ti preme dentro. La fitta e la spina.

Sono la differenza dal prima.

 

postato da: lagocapovolto alle ore 22:09 | link | commenti (9)
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