Chi sono

Utente: lagocapovolto
“Io parlo all’amore. Lo scortico dall’incrosto / nel sogno e ne faccio musica storta / ne faccio delicato vento che solleva o dondola / e impollina il cuore. Alla scomposta / mente, impollina l’occhio con l’occhio / l’occhio con l’animale e viene il bello / che ci sviva, ci sviva tutti. Di più.” M.Gualtieri

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giovedì, 25 gennaio 2007

Voltati. Ora voltati.. Adesso, in questo istante. Sono qui.

Dove tu non sapevi, dove io non sapevo. Dietro le tue

spalle. Scambiamoci i biglietti, tu dammi il tuo posto e

prenditi il mio. Prima pensavo-se dovessi incontrarti,

sarà un segno. Ma non accadrà. Perché ci sono regole,

leggi fisiche e matematiche. Perché la città non sa di me,

perché le strade corrono in troppi punti di cui non so

nemmeno il nome. Ed io non ho una mappa per trovarti

nel presente. Perché è il tempo prima, quello dell’appartenenza

antica, che mi svela i tuoi segreti. Non questo tempo,

non ora e non qui. Poi mi trovo ad uscire e tu ad entrate.

Allora. Forse questa realtà non è così compatta, del tutto unita.

Se io desidero accadrà. Se sogno forte la materia stessa

ne sarà intaccata. Irrimediabilmente modificata.

Sullo schermo intanto corrono cavalli di stoffa cuciti con

filo grosso. Cavalli dagli occhi bottone. Ed una macchina

sposta avanti ed indietro. Di un secondo, un solo secondo.

Ma tanto basta. Ad alterare il mondo. A impollinare la notte.

Perché dopo, dopo l’inverno, tornerà la primavera. E sarà

di nuovo maggio. Toglierò i piedi dal ghiaccio, non sarò

più ostaggio della mancanza. Non sarò più sottrazione.

Ma somma di rosa con rosa. Addizione di numeri belli,

ricognizione di stelle rare. Ora vado. Vado a giocare il

sogno che sogno. Quello d’averti. Senza alcuna colpa.

postato da: lagocapovolto alle ore 10:14 | link | commenti (3)
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mercoledì, 03 gennaio 2007

 

Cosa decide il colore delle rose.

Chi decide il perché delle cose, gli anni delle spose.

Cosa decide l’amore sacro da quello profano.

Cosa fa la differenza. Tra la paura di una perdita

e la negazione del desiderio, nella malaria dell’assenza.

Cosa. Mi tiene lontana. Quale destino porto scritto

negli occhi che mi toglie i sogni, mi svuota i giorni.

Sono una carta al contrario, sono nel luogo sbagliato.

Sono il colore fuori moda, sono il gesto inappropriato.

Sono la medicina scaduta, la cura inefficace.

La brace che non riarde, l’acqua avvelenata, il fuoco

che non dura. Sono l’inesattezza, la mela marcia,

la pietra falsa. Sono tutta spostata dall’essere.

Sono tutta divisa. Allora. Vieni.

Vieni amore a rimettermi al mio posto.

Vieni a lucidarmi il cuore. Togli la polvere

del rancore, toglimi il dolore.

Non lasciarmi nel disamore.

Ci sono ancora storie da raccontare.

Favole per addormentarsi con il lieto fine.

postato da: lagocapovolto alle ore 13:00 | link | commenti (3)
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