L'amore Somiglia Ad Un Fantasma Nero / Un Orco Che Mangia Ogni Pensiero.
Un passo dopo l’altro. A domanda rispondo. Forse c’è
bisogno di quiete e sonno. Ma tu mi torni addosso nei
sogni, nelle asimmetrie delle ombre. Lontananza, rima
imperfetta e malriuscita, rima di sconfitta, impazzita.
Parole che cadono a terra, morte in guerra. Parole in
rovina, che nella notte affondano, senza mattina.
Ho piedi infuocati come se avessi percorso strade di
carboni ardenti. Gambe pesanti che non rispondono
agli ordini. Il mio stesso corpo disobbedisce alle legge
oggettiva delle cose da fare, che sarebbe meglio fare.
Vedo un mondo a due dimensioni, qualcosa mi manca.
Ma nei palmi ho incisa le geografia esatta delle tue ossa.
Due mesi.
Ho le attese nei palmi. Dentro l’incavo degli occhi.
Una freccia mi ha trafitto ed il mio cuore pare una
mela rossa e lucida. Vieni a mordermi mio arciere.
Intanto costruisco simboli nel tempo vuoto, sono
il fabbro con il volto sporco di fuliggine. Batto il
metallo incandescente dei tuoi pensieri. La fornace
che porto dentro è sempre accesa. Neanche la notte
smetto di soffiare sui carboni. Dal mio forno s’esce
interi come un pane siderurgico di parole di ferro.
Avremo il nostro tempo, hai ragione.
Intanto non lascio la casa vuota. Ed alzo l’argine.
Le cose passano, è vero. Si trasformano, cambiano nome.
Ciò che era denso si allenta, quello che era coagulato si scioglie.
Ma bisognerebbe avere abbastanza cuore per non
dimenticare le proprie provenienze, per non negare il tempo
declinando solo il verbo al presente. Se la mia casa ti ha ospitato,
dimenticare è reato. E non porta da nessuna parte, non porta
alcuna arte. A strofinare bene si tolgono le righe in superficie,
forse anche dalla pelle, come il segno insistente del calcare dalla
vasca così tanto usata. Credo ci siano cose sotto questa tua
sepoltura che lasciano sagome sulla terra.