Chi sono

Utente: lagocapovolto
“Io parlo all’amore. Lo scortico dall’incrosto / nel sogno e ne faccio musica storta / ne faccio delicato vento che solleva o dondola / e impollina il cuore. Alla scomposta / mente, impollina l’occhio con l’occhio / l’occhio con l’animale e viene il bello / che ci sviva, ci sviva tutti. Di più.” M.Gualtieri

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giovedì, 20 luglio 2006

Un passo dopo l’altro. A domanda rispondo. Forse c’è

bisogno di quiete e sonno. Ma tu mi torni addosso nei

sogni, nelle asimmetrie delle ombre. Lontananza, rima

imperfetta e malriuscita, rima di sconfitta, impazzita.

Parole che cadono a terra, morte in guerra. Parole in

rovina, che nella notte affondano, senza mattina.

Ho piedi infuocati come se avessi percorso strade di

carboni ardenti. Gambe pesanti che non rispondono

agli ordini. Il mio stesso corpo disobbedisce alle legge

oggettiva delle cose da fare, che sarebbe meglio fare.

Vedo un mondo a due dimensioni, qualcosa mi manca.

Ma nei palmi ho incisa le geografia esatta delle tue ossa.

postato da: lagocapovolto alle ore 11:42 | link | commenti (3)
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giovedì, 06 luglio 2006

Due mesi.

Ho le attese nei palmi. Dentro l’incavo degli occhi.

Una freccia mi ha trafitto ed il mio cuore pare una

mela rossa e lucida. Vieni a mordermi mio arciere.

Intanto costruisco simboli nel tempo vuoto, sono

il fabbro con il volto sporco di fuliggine. Batto il

metallo incandescente dei tuoi pensieri. La fornace

che porto dentro è sempre accesa. Neanche la notte

smetto di soffiare sui carboni. Dal mio forno s’esce

interi come un pane siderurgico di parole di ferro.

Avremo il nostro tempo, hai ragione.

Intanto non lascio la casa vuota. Ed alzo l’argine.

 

postato da: lagocapovolto alle ore 11:47 | link | commenti (6)
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Le cose passano, è vero. Si trasformano, cambiano nome.

Ciò che era denso si allenta, quello che era coagulato si scioglie.

Ma bisognerebbe avere abbastanza cuore per non

dimenticare le proprie provenienze, per non negare il tempo

declinando solo il verbo al presente. Se la mia casa ti ha ospitato,

dimenticare è reato. E non porta da nessuna parte, non porta

alcuna arte. A strofinare bene si tolgono le righe in superficie,

forse anche dalla pelle, come il segno insistente del calcare dalla

vasca così tanto usata. Credo ci siano cose sotto questa tua

sepoltura che lasciano sagome sulla terra.

postato da: lagocapovolto alle ore 11:46 | link | commenti
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