Chi sono

Utente: lagocapovolto
“Io parlo all’amore. Lo scortico dall’incrosto / nel sogno e ne faccio musica storta / ne faccio delicato vento che solleva o dondola / e impollina il cuore. Alla scomposta / mente, impollina l’occhio con l’occhio / l’occhio con l’animale e viene il bello / che ci sviva, ci sviva tutti. Di più.” M.Gualtieri

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martedì, 21 febbraio 2006

Lode al corpo scorretto,

debordante, imperfetto.

Lode alle ossa al midollo.

Ma di più alla carne,

al suo mistero morbido e contorto.

Agli occhi segnati e agli angoli della bocca.

Alle pieghe sul collo.

Lode a ciò che non si somiglia,

alla riga storta delle sopracciglia.

Al calcio dei denti contro il bianco dei solventi.

Lode ai fianchi larghi e accoglienti

contro il bisturi ed i pensieri taglienti.

Lode alla disuguaglianza  e al difetto,

alla sbavatura del rossetto.

Se la forma si scombina per un bacio

potrei mai pensare a un reato?

A tutto ciò non già visto prima,

ai volti senza copertina.

A ciò che esteticamente non fa rima.

Lode a chi si concede, a chi eccede.

Lode all’abbondanza,

all’abbraccio pieno.

Lode all’olfatto e al tatto,

agli odori senza laboratorio.

Lode al suono della voce e al gusto,

a ciò che non si compra in nessun posto.

Lode a ciò che non si rimodella.

Ad ognuno la sua stella

o c’è bisogno di una taglia

anche per quella?

Lode al cuore

nell’orfanotrofio delle parole sintetiche.

E lode a te.

Perché siamo ciò che sai.

Folli bestie d’amore.

 

 

postato da: lagocapovolto alle ore 23:12 | link | commenti (12)
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mercoledì, 15 febbraio 2006

Non passo sotto una scala.

Se cade l’olio getto il sale.

Strategie contro il male.

I miei numeri sono sempre dispari.

Tocco ferro.

Non incrocio i calici durante un brindisi.

Tiro i dadi e decido per caso.

Guardo in alto convinta di trovare risposte intarsiate

nelle stelle –

Luna piena tonda e bugiarda.

Luna dei lupi e dei segreti muti.

Alloro e rosmarino bruciati prima del mattino.

Doppio giro di chiave per chiudere fuori la paura.

Carta scritta dentro la fessura.

Le bestie della notte sono senza parole.

Cantilene di resistenza tra le labbra sono piccoli

fuochi invalicabili intorno alle mie mura.

Qui c’è bisogno di antidoti, di fedeltà alla follia.

L’imperatore è nudo e siede per terra.

Vuoto il trono così come l’idea del perdono.

Qualcosa nel rito non è stato rispettato, il cielo

si è sentito tradito.

Arroventati pensieri, botti d’olio bollente – fino a

poco fa – nella mia mente.

Poi è cambiato qualcosa ed è qualcosa che ti somiglia.

Così come il lago l’altra mattina.

Catino azzurro di strega.

Ora pronuncio altre parole e tu mi hai ricordato

la felicità e l’odore delle prime viole.

Ed è vero – i miracoli non hanno dimora –

Ma ora abito lo spazio errante e credo possano accadere.

Ancora.

postato da: lagocapovolto alle ore 14:08 | link | commenti (2)
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mercoledì, 08 febbraio 2006

riemergo lentamente
postato da: lagocapovolto alle ore 20:20 | link | commenti (4)
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Io non sono nessuno! Tu chi sei?

Anche tu – sei – nessuno?

Bene allora saremo in due!

Ma non dirlo a nessuno!

Ci caccerebbero – e tu lo sai!

 

 

 

Che orrore – essere – Qualcuno!

Che volgarità – come una rana –

che ripete il suo nome – tutto il mese di giugno –

a un pantano che la sta ad ammirare!

 

 

 

Emily Dickinson

postato da: lagocapovolto alle ore 17:55 | link | commenti (1)
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mercoledì, 01 febbraio 2006

Ma è proprio così allora?

È questa gente mercenaria che decide del mondo?

Minoranze imperiali tenute in prigione-questo siamo.

Quale amorevole sguardo mi resta?

Non mi è dato di fremere e trepidare.

Là fuori non c’è nulla.

E allora forse è meglio vedere giganti nella pietra dei mulini a vento,

elmi d’eroe in catini malmessi.

Allora è meglio lottare contro eserciti immaginari di cavalieri nemici

e mostri antichi che contro gli occhi di latta dei mercanti.

Gloriosi ectoplasmi dalle sembianze di drago, condottieri fantasma

del nostro delirio.

Sfidanti all’altezza di un libro, di una memorabile impresa.

Febbre scavami la fronte, annebbiami gli occhi.

Fammi uscire di senno.

Se nell’imperfezione ho visto l’amore.

Se ho creduto al suo nome.

Se al ragionamento del mondo ho preferito la fede nel sogno.

Una sola bandiera, un unico stemma sullo scudo.

Fiera ridicola sublime triste figura.

Don Chisciotte.

Anima del metallo più puro.

Lascia pure che fuori ridano.

Per l’onore di lei-dentro la grotta non hai avuto paura.

postato da: lagocapovolto alle ore 14:37 | link | commenti (4)
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