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Utente: lagocapovolto
“Io parlo all’amore. Lo scortico dall’incrosto / nel sogno e ne faccio musica storta / ne faccio delicato vento che solleva o dondola / e impollina il cuore. Alla scomposta / mente, impollina l’occhio con l’occhio / l’occhio con l’animale e viene il bello / che ci sviva, ci sviva tutti. Di più.” M.Gualtieri

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sabato, 02 gennaio 2010

Ho annaffiato i tuoi fiori ieri. La terra si è presa

l’acqua misericordiosa. Ed io avrei voluto

prendesse me, sarebbe stato bello sciogliersi

tra steli e petali, vortice che scivola fino al

sottovaso  e poi esondare sulla  graniglia del

pavimento.  I tuoi fiori, quelli nell’orto.

Iris rose viole gerani petunie fresie gladioli .

Nomi appresi da bambina seguendo il tuo gesto

rituale di cura. Ora ripeto tutto l’alfabeto floreale

 tra me e me. E tocco con le mani il rosmarino,

lo passo tra le dita fino a che la mia pelle sia

l’odore del ricordo, il sapore a condimento

del cibo buono.

Due giri alla serratura, la porta che si apre,

il tavolo la credenza  la stufa il divano il giornale

dell’ultimo giorno, gli occhiali da un lato, il

cestino del cucito. C’è modo di rammendarmi?

 C’è un filo talmente robusto da tenere insieme

le parti incurante delle ferite?

Ogni cosa al suo posto, muta immobile immutabile

(chissà per quanto), ogni cosa è una traccia, la

memoria del tuo palmo riveste gli oggetti di una

invisibile impronta, patina d’assenza che unge

gli occhi miei d’acqua e sale, tu sei il calco che

manca, tu sei la matrice di questa materia chiusa

stretta staccata dal senso.

Tu manchi, ovunque manchi. Questo chiodo

ha brutalmente attaccato i polsi miei al dolore.

Respiro, come te quella notte. Al rovescio,

cadendo nel niente cavo di ossa bucate.

Questa clessidra d’aria che si svuota.

Il bianco ruvido delle lenzuola. 

Cuore mio mutilato, radice smarrita, come senza

gravità mi vedo galleggiare cercando i tuoi occhi.

senza radici

postato da: lagocapovolto alle ore 00:05 | link | commenti
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sabato, 17 ottobre 2009

Ho tenuto il corpo sotto sale, ho lasciato stare.

Tutto questo gracidare, rane dalla bocca larga.

Volpi sotto l’uva, civette sul comò.

Ambarabaciccicoccò.

Sarà forse questo il problema, che il dito nella

conta non si è fermato su di voi, ecco l’onta,

povere sorellastre agghindate per il ballo,

povere galline senza gallo nel pollaio.

Serpi arrotolate alle mie caviglie è ora di

schiacciarvi la testa e più che la spada farà

la parola. Sarò miele e sarò fiele, trappola per

topi. Egida d’amore, scudo mio forgiato dal

dio vulcano. E’tornata la donna armata da

guerriero. Pelle bianca sotto il metallo.

Pensieri come pana sotto l’elmo. Mi nascono

divinità dalle tempie e dal petto, sono a

cospetto del cielo. Dei giuramenti sulle stelle.

Maledizione per voi, lingua furiosa

di Lady Macbeth la mia.

Sono il vostro passatempo, sono il nome per

la fattura.  La spilla da infilzare

sotto il cuscino. Lo spillo nel cuore.

Ma è difficile prendermi,

sono più veloce del tappeto d’aladino come

inchiodarmi le mani al legno marcio di navi

affondate? Ho sonagli ma solo per chi ha

orecchio puro, ditali per baci nella tasca.

La maschera da adesso sarà per voi.

Per voi la bugia. Vi lascio a tessere trame.

Siete fuori dal reame, vi lascio l’osso

da spolpare masticando terra.

E sorrido di ogni cosa. Resta intatta la rosa.

Chi mi conosce sa i tratti del mio volto.

Lei mi misurava con le dita.

Soffio su voi come sull’inconsistenza della

polvere e resto fedele alla meraviglia,

a questo rinascere dalle acque.

Sa di benedizione. Di una nuova stagione.

Intransigente come il vento freddo del nord.

 

senza lingua

postato da: lagocapovolto alle ore 18:12 | link | commenti (1)
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giovedì, 13 agosto 2009

Tra noi la voce non
conduce e arriva, come
phon dentro l’acqua,
ma si ferma come
d’interruttore,
acceso o spento
a casaccio.
Noi due
siamo un paese
sotto embargo,
che vive di parentesi e
silenzi, di blackout,
sì che quando la luce poi
ritorna, noi ci si è già
dimenticati cosa dire.

Elisa Biagini

postato da: lagocapovolto alle ore 21:11 | link | commenti (3)
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giovedì, 30 luglio 2009

Ti ho guardata mentre il rasoio portava

via i capelli e per un attimo

le nostre teste sono state gemelle

due scalpi ben rotondi due pomelli

crudi lucidi e senza orpelli

il mio per scelta il tuo per necessità

per chimica fatalità-

ho scoperto oggi che la fossetta

in fondo alla nuca mi viene da te

ho scoperto un marchio

noi che non ci somigliamo in niente

in niente sovrapponibili.

Non ti sei ancora specchiata,

fuggi il riflesso , della mancanza l’eccesso.

Ho pensato oggi per la prima volta

tu fossi bella, splendente come una padella.

E  sto tornando nella placenta,

sto imparando a sentirti da dentro.

Il primo abbraccio ha data recente,

è un contatto per averti fatto un dono

senza bisogno di alcun perdono.

 

Io non sono fatta per il focolare.

Sono d’acqua e sale.

E stasera senza venezia, senza una stanza,

senza fondamenta.  Senza te.

Avevo un nuovo maglione blu

una camicia a righe di etro

e una serie di sorprese, nelle mani le attese.

Sarei stato bello come la notte,

come le guglie riflesse nella laguna,

bella come la luna bianca e morbida al tatto.

Non ho avuto fortuna.

E dire che la moneta del desiderio è al suo posto.

Come tutto il resto.  Ad ogni costo.

Ma troppo presto l’amore si scioglie dal tuo anulare.  

E alle parole non resta che annegare mentre

di cenere e fede mi copro il cuore.

Sono qui. Tornerà quel 17.

postato da: lagocapovolto alle ore 00:35 | link | commenti (2)
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mercoledì, 22 luglio 2009

Chino il capo alla colpa, chino la testa mesta.

Chino in attesa delle mani tue a posare cenere.

Ho cicatrici simili a fenditure, ho apposite

marchiature. Venere dissonante, Venere che

sorride d’improvviso nemica, venere di miele

 e fica, un cucchiaio di dolore anestetico

d’assenza, martire d’indolenza.

L’acqua  poi che culla  senza abbraccio , culla

con il sale ed è mare ed è male brucia gli occhi

che perdono il centro, il fuoco vero.

Vento del nord sposta le parole. Vento

bugiardo che vuol dire ma nega per difetto.

S’alzano tornadi, case di pietra pesante mi

cadono addosso ed io sono senza scarpe.

Sono le murature scelte dal tuo sguardo,

sono i cartelli con scritto “vendesi”per

accorciare la terra.

Strappo di mappa che avvicina, carta velina

tenuta ai lembi da due iniziali di legno.

Il pegno era la promessa di apparecchiarmi il

lago ogni notte, la promessa per il regno è la

pazienza chiesta dalle sentinelle all’entrata.

Legami le caviglie ai ceppi del tormento, che io

stia ferma, senza corsa, con il cammino sotto i

piedi e non dove il cuore teme e temendo beve

vetro da bottiglie rotte.

Lingua che sanguina, lingua senza santo,

senza patrono senza perdono.  

Antica reliquia, amabile resto, ostia di carne.

Carta di carne che tiene l’alfabeto mio

d’amore in bocca. Tutto ancora da pronunciare.

Strappami le vesti, lasciami ornata di stracci

e lacci. Piagata dal desiderio.

Imparerò la preghiera del pellegrino, come

il sangue diviene vino.

Imparerò cosa si mangia alla tua mensa,

imparerò dove il dolore ha giacenza.

Riconoscerò le avvisaglie, il sentiero d’oro.

Ma tu non  lasciarmi al buio.

Fammi toccare il taglio.

E ricorda com’è dolce com’è buona questa

acqua disperata e piegata in un fazzoletto

che non sa farsi rete per questo cuore

funambolo.  Il remo del destino

porta a te.

"Eccoci anima mia , arrivati a quel gran

passo che ci rimane per questo al

nuovo atteggiamento." (R)

postato da: lagocapovolto alle ore 18:11 | link | commenti (2)
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domenica, 28 giugno 2009

Ho girato l’anello e messo via il coltello

Tra le scapole di un angelo

Tra piume senza gravità

Ho scelto te ed ogni taglio imperfetto

la ferita lorda la corda che duole

d’ogni cucitura sento la cura

cuore mio divelto dalla bellezza tua

Due cartoline e perfino il marmo respira

Nell’amore che passa l’alfa e l’omega

Di questo alfabeto tra cielo e terra

Di questa torre senza pietre

Che sovrappone i battiti vostri

Gli occhi e le mani nel miracolo

Mentre tu torni nell’intero della placenta

Io posso solo tenerti il fianco

E restare pronta all’abbraccio

Apertura alare di questo mio corpo di terra

E di parole fatte con il legno

angelo

postato da: lagocapovolto alle ore 23:33 | link | commenti
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sabato, 30 maggio 2009

 

Maggio di ginestre, di segni da lontano, di parole

maldestre.  Maggio fatto d’acqua, di navigazioni,

maggio che oscilla che piega le ancore che rompe

le corde che spazza le sponde.

Maggio e le onde maggio e le ombre maggio

Scoperto maggio  d’amore di rose coralli e scialli

maggio con te. Denti e radici, giudizio perduto,

cuore ad imbuto -tu scivoli dentro prepotente e

ti fai filo nella pancia,tu sei l’inchiostro, la lettera

di legno, della sorte il pegno- smalto e vernice,

osso bianco per farne un ciondolo/pendolo sopra

il mio sterno, il piombo che mette in riga,il perno

per il tuo palmo che mi fa ruotare ed io ruoto

come un animale felice ruoto, sono pavone

maschio che ti saluta con la coda iridescente

fatta d’occhi azzurri d’ idra buona.

Capelli  e denti, tutti gli ingredienti  per il rito e

poi -ancora- l’acqua  sulle mie dita quando  mi

immergo in te.

Acquasantiera per la mia pagana benedizione.

Maggio di compleanni, di sigilli, di numeri primi,

di valigie nuove e nuove mappe, maggio 24b,

teche e paramenti, letti in conventi. 

Cambiamento nel vento.

Mese di rosari e mani giunte in preghiera, mani

che si cercano,calendario di anniversari.

Pietre di fiume al collo, ninnananna matrilineare,

il mio scudo per attraversare sentieri di spine.

Tutto è solo l’inizio

Untitled 4

 

 

postato da: lagocapovolto alle ore 11:07 | link | commenti (5)
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lunedì, 27 aprile 2009

Fino ai miei palmi.

Tu il sasso rosso nel bosco del destino.

Tutto questo sarebbe niente. Senza di te.  Elenco della mia personale felicità: ricevute di taxi, un pigiama largo, la mia camicia da te, la sorpresa fatta di profumo in stoffe leggere nella mia borsa, pane miele e fragole. Una mano/piccola bicicletta sulla schiena.

Il caffè in tazze gemelle.

fino ai miei palmi

 

postato da: lagocapovolto alle ore 21:43 | link | commenti (4)
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mercoledì, 01 aprile 2009

Teste di donna mozzate, teste appese tutte in fila , in bella mostra ,come una giostra come un carosello,  di  Barbablu  l’orpello. Spuntano come occhielli dalla notte, ferme in un grido, la bocca spalancata è il forno del terrore, carcasse di calce e gesso, trofeo dell’insuccesso.  L’ago si sbilancia, poche oncie  di pianto, il rigo della guancia. Il troppo stroppia e strappa, meglio il poco –così dicono- il guscio vuoto.  Meglio il passato remoto, meglio il conto scritto a penna, il ritornello noto. Ed io che ho stomaco d’orco scavo con le mani il tesoro sepolto. Cerco nell’albero la fessura, la sottile fenditura per cadere tra i conigli ritardatari, tra le carte con sbilenchi anniversari. Ho denti di lupo ed occhi grandi, occhi grandissimi e bucati- faccio di te un sol boccone il mattino a colazione. Mangio e mangio, mi travesto, mi nascondo. Portami focacce e vino, vieni da me con il cestino, un’anima di paglia intrecciata, rosso e bianco di tovaglia, profumo di lievito tenuto da stoffe di cotone spesso. Vieni, vieni adesso. Mi spunta lo sguardo dalla coperta, luccica nella penombra, ho due foglioline per occhi e tu la voglia di vedere cosa c’è sotto. Vieni a giocarti, vieni a scambiare le parti. Perché c’è sempre un incantesimo, una giravolta fatta tre volte, una parola antica una piroetta o un sonaglio- per capire l’amore oltre ogni sbaglio. Unguento per il taglio.

 

postato da: lagocapovolto alle ore 18:43 | link | commenti (6)
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mercoledì, 25 febbraio 2009

Ho perso il cappello

Quel cappello

Quello indossato per te

La volta di lana

Sopra sorriso ed occhi

L’ho perso e non so dov’è

Abbandonato

Dimenticato

Smarrito

Ora

Sta con i miei ricordi

Nel punto esatto

Dove ciò che ho amato

Si scolora si sfibra

Si allenta e si annebbia

Mentre resta secca

La macchia d’unto

La riga di sale e vapore

Su questo mio cuore pentola

Che cede nello smalto

 

(Così oggi

Chino il capo nudo

Alle ceneri-

Che la polvere

Si depositi sopra la colpa)

 

postato da: lagocapovolto alle ore 11:13 | link | commenti (20)
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